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Emanuele Strada
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Ci son batuffoli di luce sul mare d'Atlantide
e lievi lampade limpide sulla gente del porto
le barche non si arrendono a nessuno sconforto
sui pavimenti pacifici di queste acque placide.
Non vi son che tre vie per chi vuol navigare
vivere, lavorare oppure morte volontaria
salpai per la quarta che dicon tutti contraria
per sfuggire alle reti angosciose, scelsi sognare.
Alla mia mano tesa rispondeva il tuo sguardo
smisurato incendiava i buchi della mia notte
libera come un disegno, mi disegnavi le rotte
fortezza inamovibile, l'estremo baluardo.
Dei paesi il chiarore riflette lieve lontano
qui senza appigli nel mare che dicono aperto
dall'oblò incornicio tutto il mio sconcerto
che di questa barchetta ne è il capitano.
In pomeriggi nautici e in serate scarlatte
da un'immobile stanchezza che strazia il mio viaggio
per nessun luogo continuo con il coraggio
nel fondo del cannocchiale luci già rarefatte.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Emanuele Strada
Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.
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