Re per un Giorno

Ascoltami; tu strina ancora
l'aria arsa, desidero vedere
la nostra persecuzione
tanto
tutto si muove, tutto vibra
le trombe bucano mostruosi cirri
vomita il cielo sulla terra
Ti appigli ad un lapillo?
Frantuma pestando con sale
fremono briciole avare
bramo io rigurgita la pelle
spacca lo scranno e siede
con veemenza, l’occhio sanguigno
vede, prega, annega l’indolenza
perseveranza nel dolore
stirato fin oltre l’amore
e sfibra e schiaccia la tua
carezzevole preghiera,
la belladonna ci attende
penso sia piacevole
come un tuffo nel Lete,
l’amico che hai concimato
credi darà vita al tuo
germoglio di lacrime impregnato?
Tutto appare e tu
dal bell'aspetto del Senzaterra
trasborderai empietà nascosta
con la tua fine arroganza;
oramai tutto quel
mucchio d’ossa
costringe le tue vecchie ante
e scricchiola la tua sicurezza.
Sarò lì quando arriverà
brandisce lo scettro e impugna;
Leone in eterno
Re sarà – sarò Re
per un giorno.
©
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