Albero
Per tanto tempo
ti ho cercato
ma tutto quello che
ho trovato sono stati
sterpi e cespugli senza nome;
lì dove dovrebbero
essere salde le radici
vedo solo ciottoli
e formiche.
Quanto tempo ho
sprecato a guardare i
bambini arrampicarsi
sui loro tronchi più
forti ammirando il
panorama dall’alto.
Quante volte avrei
voluto giocare sui
tuoi rami possenti,
quante volte avrei
sbeffeggiato i nemici
dalle torri della mia
fortezza, invece di
nascondermi tra arbusti
anonimi.
La casa sull’albero
l’avrei fatta magione
avevo tutti gli strumenti,
un piccolo falegname
ma non c’eri tu, Albero.
Nello spiazzo in cui
mi sono ritrovato non
c’è mai stata ombra
che mi tenesse al
riparo dai dardi estivi
che mi hanno trafitto
da parte a parte;
ho temuto i freddi
inverni senza una
calda cavità
dove rannicchiarmi,
ho visto solo il
mio riflesso nei
cristalli della neve
ricordandomi del nulla
dietro le mie spalle.
Ho sognato di svegliarmi
e vederti innanzi a
me, maestoso come
nessun’altro e
avrei voluto che il
sogno non finisse mai.
Ma oramai ho sorpassato
barriere e spaventato mostri,
e anche se a volte
tornano a sorprendermi
li scaccio come fossero
zanzare; sebbene tu
non ci sia mai stato
a malincuore ti ho
sostituito con me stesso
e adesso noi due
io e me
brindiamo al nostro
viaggio che è iniziato
da poco tempo e pur
non sapendo dove finirò
so che un albero diventerò
e fiorirà l’arido terreno
in cui mi riconobbi.
Questo cammino
lo avresti potuto vedere
da vicino, ma tu non c’eri
o Albero.
©
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