Bandiera
Alessandro Labriola
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E quando la forra straniera sbuffa,
giù dagli altopiani di porta in porta
accartocciata fra i dubbi di un pasto:
dì alla città che non sei il tuo passato
ne il suo.
Ora, sei quello che puoi...
dunque nulla ti appartiene;
la solitudine tiene a galla i ricordi
- prego perché sia altrimenti
mentre suadenti nebbie incoronano
la campagna, il lago, queste vette sbilenche:
celtiche selve si spargono (aureole!) sino all’aurora.
promettendo l'oro della civiltà
(vecchie e nuove schiavitù)
- ed io venni richiamato al mare
Sono convocato alla spuma, ai venti costanti,
l’ebbrezza costiera e le braccia floride
del golfo.
Ho sempre avuto una carcassa devota
ma il viaggio mi fece dimenticare
gli intenti, la logica...
Il Paese.
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L'autore
Alessandro Labriola
Commenti (2)
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Salvo Aldini6 febbraio 2014
...i ricordi di qualcosa che porti dentro al cuore... un profumo, un paese... un amore... Ben stilata questa lirica che esprime tanto e che abbraccia una personale riflessione molto potente e personale. C'è tutto in quella "...solitudine che tiene a galla i ricordi..." tiene vivo il poeta nel suo eterno rammemorare.
Giuseppe Boccanfuso6 febbraio 2014
"Ho sempre avuto una carcassa devota ma il viaggio mi fece dimenticare gli intenti, la logica... Il Paese"...Versi intensi e malinconici in una sorta d'esame di coscienza che arriva dritto al lettore... FANTASTICA.


