Fuori piove e tira vento

Tempi moderni dove il serio
non ha più il meritato premio,
spettacolarizzare il consenso
è il nuovo che ha preso campo,
questa vetrina dell'apparire
crea sgomento e non toglie la sete.
Non è più solo la farina del sacco
che fragrante fa sostanzioso pane,
si curano forma e comunicazione
e tu gregge supino a subire la moda,
ti fai illudere dall'ardita retorica
ma fuori... sempre piove e tira vento.
Il potere in auge si dà il rossetto
lo spread più basso è un loro vanto,
l'indubbia appetita risorsa è merito
che solleva le sorti di chi è già grasso,
mentre i morti lasciati a sfinire sul tappeto
dal ciclone del taglione vivono a stento.
Per pochi galli... montagne di grano
mentre il branco si sbrana per il resto.
Il privilegio ha numeri gordi e grandi
perché rifarsi dai chicchi pieni di loppa,
che alleviano della vita la parvenza
mentre fuori piove e burrasca inonda?
Qualunquista non è chi sta al suo posto
e accorto zappa nell'arida proda,
mentre l'intrallazzo non parte mai dalla base...
in alto loco sempre un direttore orchestra
le putride e infamanti oscure manovre:
poche parole: l'esempio parte sempre dal padre.
Cambi vento e riporti in auge la sostanza,
il merito non sia più di chi sfila in passerella
ma di colui che al pezzo sa stare in sella,
e porta il branco unito in una fresca landa
dove fra l'erba in ingegno si risvegliano le menti
e in onestà di valori si plachino tuoni e tormenti.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!