Dentro il silenzio
Elena Poldan
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vendevo musica ai sordi
e abbecedari ai muti
rincorrevo libellule di giorno
e lanterne di notte
dormivo su alberi di pane
celando fiamme d'amore
disegnavo sorrisi
a scheletri di paglia
afferrando il coraggio
fra lampi di smarrimento
mi rifugiavo al mercato dei ciechi
per disperdermi fra vicoli e segreti
in realtà ardevo tizzoni d'argento
e bruciavo le ore con scontri di matti
mentre aggrappandomi al vento
spiumavo la luna
e tacevo
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L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
Commenti (1)
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Azar Rudif13 febbraio 2014
Fare cose assurde ha un suo senso anche dove un senso non c'è ed il coraggio di vivere è nascosto proprio nella morte delle cose vuote. Ed è inutile nascondersi alla vista altrui quando dentro arde la fiamma del vivere ed ogni silenzio diventa un urlo che scuote i deserti. C'è una grande densità d immagini, in questi versi, che restituiscono sensazioni da notte dell'anima presente nei racconti mistici.

