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Spirituali 12 febbraio 2014 · lettura 3 min · 1468 letture

L'altra Chiesa

Emanuele Strada 143 poesie pubblicate
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E' il regno di Francesco mirabile pastore il semplice oratore di corte il redentor. Denaro e sesso regnano sovrani fra le croci rinnovano audaci il dettame secolar. A passi di supplizi tra acque benedette processionano scarpette le vesti a ciondolar. Il sangue si depura da ancestral rugiada la materia lascia che vada l'eterno si fa chiamar. Nei palmi delle mani per noi non ci son chiodi ma covan certi modi non sempre da perdonar. Si svende compassione si sgozzano colombe e la giustizia incombe moneta da pagar. Cristo il non cristiano è ancora lì inchiodato nell'inchiostro immolato per farsi predicar. La chiesa ha privilegi ma non per il suo gregge che applica la legge un'elastico a tirar. I mali rattoppati permuta la speranza e ogni intemperanza si deve perdonar. Sorprende la scoperta che non si sa ammansire e pronta sa lenire e il male assimilar. L'incenso va tra gli ori che non si son sudati uomini inginocchiati indulgono a pregar. In quel sentor di martiri una forte convinzione fede senza ragione credere non obiettar. Nella futura vita e la morte non s'inganna accetta la condanna sarà provvidenzial. Nel pensar ciò emerge che a volte le preghiere come per il banchiere si possan soppesar. Una miglior di un'altra arriva più diretta a un Dio che già l'aspetta e sa già cosa far. Ma l'uomo faccendiere nei misteri della fede comprende la Santa Sede che non può vacillar. Non tremano le mani che smistano i valori con gadget ed accessori si posson rimpiazzar. Devoti a capo chino la recita a memoria un Pater, Ave e Gloria in loop a consumar. Tra le virtù e il peccato la paura che tormenta coscienza sonnolenta che non si vuol destar. Salvarsi dalle accuse che loro stessi fanno potrà sembrare inganno una magia particolar. E dire pane al pane oppure vino al vino da bravo agnellino che non sa più belar. E crebbi obbediente con Dio dalla mia parte ed un buonismo ad arte che inquieta e fa tremar. E' come per i mostri se sposti un po' il lenzuolo ti trovi ad esser solo col vuoto da colmar. Sarà che son blasfemo m'infastidisce un Dio che più grande del mio io non so considerar. Non siam tutti precisi e penso alle vecchiette che vanno a chiappe strette col diamante da consegnar.
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Questo testo non intende offendere nessuno, ma solo considerare alcuni temi che sono più politici che religiosi, alcuni più personali che generali. Che un'ateo voglia considerare quel che è l'Istituzione Chiesa dovrebbe essere accolto come contributo edificante credo. E' l'inizio di una buona discussione. Inoltre ci tengo a dire come per il 99% degli italiani e dei credenti cattolici, le imprese e le decisioni di Papa Francesco mi trovano piacevolmente colpito. L'ultima strofa è un tributo dovuto al grande Jacques Brel e al suo testo "Les bigotes".

L'autore
Emanuele Strada

Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.

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Commenti (1)

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Francesco Rossi14 febbraio 2014

Il poeta verseggia in modo cadenzato e riesce a dare ritmo a questa sua opera che è di una rara bellezza. In sintonia con l'autore per quanto riguarda la chiesa cattolica che non mi rappresenta dal punto di vista morale in quanto odio la morale e i moralisti benpensanti. Certo che non offendi, anzi in versi esplichi un pensiero nobile, dal punto di vista delle esternazioni il mio consenso ideale verso il percorso intrapeso dal capo della chiesa cattolica, speriamo e questo il monito che esso lancia e nella speranza fraternamente da laici condividiamo.