Perchè
Perché livido tremare,
stringere i pugni, le fauci serrare?
Qual altro senso può aver la rabbia
se non la vivida coscienza
di una pur pallida realtà
di via d’uscita senza,
tal da uguagliare un canarino in gabbia?
Sì, parvi cantar d’amor le pene,
ma dentro ben nascondo le turbolenti ire
che mal si sposano col bene,
che ognor combattono col quotidiano agire.
E alfin la notte,
attimo,
ma incorrotto,
di questo viver dedito agli spasmi
e sol da mille e mille ancor sospir così interrotto.
Perché,
tediar quest’unica esistenza
con pianti, gemiti
e tutto il resto di grigia e squallida presenza.
Perché,
ancor io chiedo,
quando qui tutt’intorno
solo sbiaditi e sordi sguardi ognor mi vedo.
©
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G
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L'autore
Giovanni Ciao
Medico per scelta, cantante per passione, "poeta" per necessità. La Medicina mi dà ragion di vita, il canto mi concede di esprimermi, la poesia lascia il necessario spazio alla mia mente. Non ho trascorsi di scrittore e non ho la minima presunzione di esserlo. Mi è comunque sempre piaciuto condividere le mie sensa
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