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Impressioni 19 febbraio 2014 · lettura 1 min · 1085 letture

13 giugno

G
Giovanni Ciao 23 poesie pubblicate
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Sera di tarda primavera. Su, la notturna falce già impallidisce nell’ancor vermiglio cielo. E qui le nomadi lanterne si incontrano nella perpetua danza che ogni anno si ripete, segno del rinnovato tempo pregno di lusinga e di speranza. Odi, lontano, qual intima armonia dell’universo il richiamar dell’allodola, delle rane il gracidante coro e dell’allocco il ricorrente verso. All’orizzonte il tremolar dei cittadini lumi porta alla mente sere passate insieme, ricolme ancor di risa e gelidi profumi. Lo zefiro ti sfiora, ti seduce, novelli odor di paglia e rosmarino in fiore a te conduce. È tempo di raccolta, di amorosi accordi sotto le chiare stelle. Lasciati andare alle carezze estive, eccole, senti: ascolta dell’estate il languido richiamo. A lui non ti sottrarre, non sfuggire, godi del vago tepor della stagion che viene. Chè presto tutto ciò avrà fine e null’altro rimarrà che il ricordo della sera di un giugno della passata gioventù tua di gioia e libertà foriera.
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L'estate è una delle stagioni dell'anno, la gioventù è una delle stagioni della vita; ma non si ripeterà mai più.

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L'autore
Giovanni Ciao

Medico per scelta, cantante per passione, "poeta" per necessità. La Medicina mi dà ragion di vita, il canto mi concede di esprimermi, la poesia lascia il necessario spazio alla mia mente. Non ho trascorsi di scrittore e non ho la minima presunzione di esserlo. Mi è comunque sempre piaciuto condividere le mie sensa

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