Verità reclusa

Quieta è la notte nella sua cadenza
fuori la vita ancor mostra la presenza
in quel rosario inconcludente,
si dibatte sempre fra amore e odio
la valle d'emancipazione e perde i colpi,
sommersa dall'egoismo senza ragione.
Speranze disattese mostrano il fianco,
ti metti spavaldo il vestito buono
ma alla cassa della storia non torna il conto,
quanta forza d'amore gettata al vento
in quella reclusa verità che non dà voce
a scheletri agonizzanti gettati a terra.
Tanta legna sperperata sull'altare
dell'illusione alla festa dell'apparire
dove sostanza e solidarietà son senza voce,
figli e fratelli abbandonati nella tribolazione
in questa guerra di terrore, senza clamore
e lo scempio barbaro messo in sordina.
Voltati indietro uomo e porgi la mano
vedi lui è tuo fratello e incerto annaspa
nel mare che tu incurante hai agitato,
un mare che tu... hai avido depredato,
oggi tiri dritto nella folle corsa
e lo lasci lì... a marcire nella sua miseria.
Essere immondo tira fuori la coscienza
placa il senso putrido di lussuria e medita
non ti farai nuovo con la rituale penitenza,
alza il capo e allunga lo sguardo e vai
in umiltà e servizio l'assoluzione dal peccato...
tra i sorrisi dell'anima ritorna fratello.
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Commenti (1)
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Duilio Martino25 febbraio 2014
Ottima lirica ed ammirevole l'impegno sociale... Versi ottimamente strutturati per un messaggio che non lascia spazio ad equivoci. Davvero molto bella.
