Anima
Assorta, al limitare della battigia,
ha un tronco marcio per sedersi.
Una mano per smuovere
i capelli.
Un orecchio per ascoltare.
E tace.
Scivolano i suoi capelli lunghi,
come le linee delle onde,
sulle sue braccia,
profondi, come gli orizzonti
delle notti in tempesta.
E pensa.
Ha lenti grandi per nascondere
i suoi occhi.
Spalle di ottone
per infrangersi contro il mare.
E sale.
Sale per non guardare
i piedi che affondano
nella sabbia tiepida del tramonto.
Di fianco a lei,
seria,
il verde si culla sul fondale.
La sua ombra
in un pomeriggio d'estate.
©
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L'autore
Giuseppe Nacchia
Sono nato ad Arcore il 29 settembre 1936. Ho cominciato suonando il piano sulle navi. A sei anni la mia prima visita alla Salerno-Reggio Calabria. A dodici anni ho aderito al Movimento Fascista. A quindici anni ho sviluppato interesse per il punk-rock e per lo ska-punk. A sedici anni i miei primi contatti con la poe
Commenti (1)
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Paola Paolina Segatto24 febbraio 2014
Lirica molto suggestiva, ricca di spunti di i vive immagini. La tua Anima, secondo me, rappresenta un bellissimo Angelo che ti protegge in ogni istante. Lirica molto piaciuta e sentita.
