Invano
Elena Poldan
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scompaiono nel vuoto code d'aquiloni
è un soffio di brace
giace l'ultimo barlume di giudizio
su un asfalto bagnato
scorticano mani
pagine rugose
mentre nel computo dei domani
sibilano fantasmi incappucciati
sordi ciechi
ricordi ingarbugliati
passaggio di corvi
nevicano sorrisi
inondando tramonti
di fiumi e di sale
e niente
scava nel niente
per afferrare
senza prendere
che vento e polvere
tralasciando spigoli
e spranghe
©
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L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
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