Accidia
Non usatemi tanta cortesia:
qualsiasi idealismo nasconde la
facciata esterna della gabbia ove
giace sepolto in polvere d'oro, e
il secondino, in lacrime eterne,
sottomesso al ruolo di vile guardia
del proprio vaso di pandora.
Mai a voi la ruggine del suo acciao,
mai la lenta agonia carceraria
interrotta di tanto in tanto solo
dalla prodiga feritoia, da cui
estasiati, vi si nutre a mala pena.
Felicità.
Vi stimo, a modo mio vi amo,
tuttavia è ridicolo lodar
con gaiezza l'illusione che cela
l'arcano. Annaspate ignoranti, e
non mi rimane che l'appagamento
del pensarvi lieti nella magia
del vivere ogni giorno con il mio
cruccio segreto. Perdonatemi, ma
è il modo meno dilaniante che
io conosca per chiudere il circolo
vizioso (o, più verosimilmente,
rattoparlo quanto meglio riesca o voglia) .
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Commenti (2)
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Leaf17 maggio 2007
Molto particolare, direi interessante... l'ho letta più volte per penetrare il messaggio che vi si nasconde... piuttosto ostico, nella sua complessità.C'è qualcosa di sottilmente affascinante in questo testo quasi ipnotico, vagamente arcaico che spinge a cercare di capire... L'unico appunto che mi viene spontaneo, per il mio personalissimo sentire la musicalità che vi scorre, sono quegli ”e”, ”la”, ”da cui”, ”ma” a fine verso, che farei slittare a inizio verso successivo, ma forse è voluto.
Marco Canonico Baca817517 maggio 2007
Mi è piaciuta molto, ma forse dovresti ”disporla” in maniera diversa, scorrerebbe meglio e renderesti maggior giustizia a una bella poesia.Questo è il mio piccolo parere!

