Vento malato

Oggi che il tempo ricorda
quella fabbrica sorda e angusta,
dove il martirio impose dazio
a oltre cento donne in movimento:
in quei ritmi da schiavizzante impegno
si consumò il torbido scempio.
Lasciati i fatti alla pubblica opinione
dove il potere impose la sua ragione
consegnando la scomoda verità
in mano al tempo e alla storia,
quel disegno prese il giusto colore
la calpestata dignità non era folclore.
Ma... oggi colpevoli riperdiamo
il tono profondo del giusto sgomento,
non si lavora più là... nel profondo
ci fermiamo all'immagine di vetrina:
la sostanza fra le pieghe di pagine ingiallite
sempre più oscurate al buio della cantina.
Nel rituale del business l'oggetto in scena
di un cadenzato passo si mira alla sottana
per te, retorica e un palliativo sballo,
per un giorno donna... impugni la pistola:
in questo vento malato plagiata sul proscenio
è caricato a salve l'enfatizzato tuo progresso.
Piange l'anima e al crimine si ribella,
per l'uso improprio di un sotterrato rispetto
che ti lascia sola alla deriva e alla mercé
di un ideale di dominio e di possesso;
nel cammino la croce e le spine sono in dote
è nella tua bisaccia che l'acqua non toglie la sete.
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Commenti (1)
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Saverio Chiti8 marzo 2014
questo non dipende dalla festa, ma casomai dalle persone che la festeggiano... dovrebbe essere il giorno dell'emancipazione, della libertà conquistata a scapito di intolleranze e mere prevaricazioni... ogni donna sa dentro sé quanto sia importante per lei questo giorno! certamente non per essere al centro di attenzioni "particolari" ma casomai essere al centro della vita di ognuno di noi! sta anche a noi "maschietti" farla sentire tale... oggi più di un altro giorno, oggi ancor più di ogni volta... anche se il rispetto vive ogni giorno, è oggi che si manifesta in tutto il suo splendore.
