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Uomini 12 marzo 2014 · lettura 1 min · 1161 letture

Il balcone

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Claudio Toccafondi 268 poesie pubblicate
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Reclinata sul balcone acceso da fiammeggianti astri lontani e soffice di nubi bianche staffette di cieli cristallini l’anima mia riposa; tutto è compiuto quanto posto era innanzi a noi ma dove traccia non v’era risponderemo poi di nostri errori? Aspetta, anima, ancora se alcun lavacro anzi il muovere occorra dal riposo assurgendo ove precoce, ancora errando nostra mente avesse immaginato ed eseguito, a sé o altrui l’inizio della sosta agognata. Ecco la dolce cuna nella notte dove le membra posavamo in quiete rifarsi incerto e sofferto giaciglio. Fino alla fine.
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L'autore
Claudio Toccafondi

Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo

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Commenti (1)

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Annamaria Barone13 marzo 2014

quanta immensa bellezza in questi versi intimi, in questo parlare alla propria anima, nel riposo e nella pace agognata, che non sia quello del sonno, ma della accettazione consapevole di quello che siamo, del perdono dei nostri errori dell'attesa del buio senza paura.