Perduto amore
Non te ne andare,
mio prode cavaliere.
A sguainar la spada,
in campi di battaglia senza Dio
Come potrei fra le tue sete nere
vibrare ancora, se in fondo
agli occhi la tempesta incalza?
Rimani, sapro' domare il fuoco
nei miei fianchi.
Lasciandoti invocare sangue nemico,
e mi trafiggerai mill'anni e ancora,
perche' paziente e caldo e' il mio sorriso.
No, non trattenermi ora.
Codardo diverrei fra le tue mani
e nel tuo grembo morirei distante,
nell'onda densa e fra le cosce bianche
ferito maledirei il tuo viso.
E filero' stagioni sulle ciglia,
di queste mura diverro' arabesco.
Sul davanzale deporro' sottane,
lasciandole rapire dal distratto vento.
T'aspettero' amato mio dolore
e copriro' di baci il tuo ricordo,
l'attesa fara' di me angelica visione,
del tuo tormento io diverro' sogno.
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Commenti (3)
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Oliviero Angelo Fuina20 maggio 2007
Un testo Superlativo! Farsi sogno tormentato nella più grande fiaba del mondo: l'amore. Poesia, la tua, che non mi stancherei mai di leggere. Ed imparare. Complimenti splendido Poeta!
Leaf20 maggio 2007
molto molto bella, nell'incanto di versi dal sapore antico...
Massimo C20 maggio 2007
E' sempre un piacere leggere quello che scrivi... ancora una poesia bellissima

