Per la primavera
Gesuino Curreli
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Che cosa potrò dire a questa sera
se non che in solitudine dimeno
la smania di poter cantare almeno
l’arrivo della nuova primavera?
Ma non mi basta la nuova stagione
se trova i viali dei ginepri angusti,
se tacciono gli umori e l’ emozione
è appesa come i panni sugli arbusti.
E non copre il mio corpo aperto a sole,
non penetra nel sangue del mio male,
e il tempo mi corrode con il sale
che brucia anche il respiro, e quanto duole!
O primavera, quanto é duro il canto!
E quanto i tuoi profumi son lontani
da quelli che sentivo fra gli ontani
dove sedevo con il cuore affranto.
Fra i sibili benigni e i tremolanti
respiri di sereni afflati amici,
i frulli di ghiandaie e di pernici,
sussulto e voce degli incauti amanti.
Ora giungi ed è sordo ogni sentiero,
è muta anche la vena dentro i sassi
sui salti dove fermavamo i passi
per ristorare il corpo ed il pensiero.
Però ti canto ancora come e quando
era un'altra l’ innata propensione
di attendere la magica aspersione
degli effluvi che andavi ricamando.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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G
Gerardo Cianfarani22 marzo 2014
La primavera reca con sé sempre freschezza e nuova vita, anche se un cuore inaridito e non più giovane non riesce a coglierne l'essenza
