Barche tra barche
Emanuele Strada
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Chiatte e barconi tremanti
stretti legacci di un cordame annodato
nel ghetto senza muri di un molo
esclusi dal viaggio di un mare furioso.
Salmastra è la pelle di paurose vele
esuli dai pericoli della navigazione,
s'addormentano in una corte
di concentriche onde di stallo,
disciplinate all'unico gesto
che non mette a repentaglio
nell'incerto bilancio
di una linea di galleggiamento.
Barche tra barche
a mendicare la quiete,
consacrano il sole e la pace distesi
sulla grandezza dei mari
e su questo sguardo
che sazio s'inebria
nell'enorme infinito
ed oltre.
©
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L'autore
Emanuele Strada
Seme contrario alla terra sopravvissuto alla mietitura degli amori sarò pianta robusta nella piantagione del mio nutrimento si prega di lasciare libero il passaggio da nuvole tempestose e cirri di sbadigli da oggi mi nutro di puro sole.
Commenti (1)
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Azar Rudif23 marzo 2014
Barche alla fonda al sicuro dai pericoli del mare, ma prima o poi dovranno avventurarsi nell'infinito mare altrimenti resteranno a marcire nelle acque di un molo e strette a legacci. Stesso destino spetta agli uomini. Versi che conservo.

