Libertà (27 gennaio, giorno della memoria)
È tempo ormai di abbandonare questi terreni abbracci,
è l’ora alfin di andare,
di liberarmi in volo ben aldilà dei tanti materiali lacci,
con mente libera e pronta ormai a pensare.
Lasciar che il mio battello vaghi
per flutto tumultuoso ed avvolgente,
con marinai che alla fine paghi,
governino incoscienti, ubriachi il mio natante.
Mirar laggiù quell’orizzonte,
tendere con speranza la mia mano
e non comprendere se l’etereo sembiante
sia giusto approdo o desiderio vano.
Sentirmi il vento della libertà accarezzar la pelle
come il gabbiano che ad ali tese in volo
libero volteggia nell’aere, ribelle
sapendo che la forza sua non sta nell’ali
ma nella volontà dell’innalzarsi in cielo.
Eccomi giungere alfine al lido
guardare indietro verso quel mare aperto
e domandarmi se realmente infido
fosse quel ventre da nembo imman coperto.
In compagnia del mio silenzio resto
qui sulla sabbia a rimirar sereno il mio passato
con occhi da tante stille ormai offuscati:
la libertà mia ho appena conquistato.
©
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L'autore
Giovanni Ciao
Medico per scelta, cantante per passione, "poeta" per necessità. La Medicina mi dà ragion di vita, il canto mi concede di esprimermi, la poesia lascia il necessario spazio alla mia mente. Non ho trascorsi di scrittore e non ho la minima presunzione di esserlo. Mi è comunque sempre piaciuto condividere le mie sensa
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