Cameo

Affinché le mie parole
non siano solo echi vuoti
nei lacerati tendini
del tuo cielo
tormentato
dagli angusti dubbi
di zolle seccate
sulle tempie del vento
Lego i miei nastri
alle ciocche ramate
dei pomeriggi
pestati
sotto i polpastrelli di farfalle
a cui
sono state strappate le ali
dalle tue mani
Non capivi
il perché delle mie lacrime
accecate
dall'incenso bruciato invano
dentro bracieri
di cui abbiamo dimenticato
la forma
Illudevi tutti quei germogli
uccisi
dai fantasmi
di notti e notti finite
al limite delle vere ragioni
per cui ogni gesto
ha perso gelidamente
il suo significato
Ora è tardi
La civetta ha già abbandonato
il suo volo
e la lucciola
non si accende più
sulla tua fronte
come la Luna
©
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L'autore
G Mirra
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