Unico? No, meglio Unicum
Ed eccoci, vicini d’impiego e lontani,
lontani a contarci gli esatti tratti unici
che poi si sa, siamo importanti solo nel silenzio
siamo la noce, prima che gli venga frantumato il guscio
e poi di io uno, meglio dio trino, meglio dio sotto un treno
e se gli chiedi: “ perso?”, Lui dirà: ”no perdio, preso in pieno”;
e poi io non ti capisco, quasi mai diciamo,
diciamo t’ascolto ma migliori nel silenzio, perché è lì che t’osservo,
son servo dei gesti, mentre tu fai e non sai che dici
e dici per me sempre e solo, solo sempre dici,
nel gesto.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
P
Tutte le opere →
L'autore
Psr125712 A
Ho iniziato a scrivere per cercare di capirmi, ho continuato per cercare di farmi capire. Alcune cose le sai solo dopo molto tempo e quando le afferri ti stupiscono. Ora capisco perché molte mie poesie hanno la forma di un dialogo, a volte con me stesso altre con chi mi è rimasto dentro, credo di scriverle perché mi
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!