Prigioniera di me
Elena Poldan
512 poesie pubblicate
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a volte vorrei cancellare le nuvole
strappare le ali al vento
squarciare il Tempo
scrostare le onde del mare
e urlare al sole il mio dolore
senza voce
strangolando memorie di male
che mi logorano il cuore
e mordere il nerbo
di questo padrone senza nome
che m'imprigiona dentro celle di negazione
senza luce né speranza
e catene alle caviglie
sciami di vespe
e urli di matti
dentro al cervello che esplode
in mille schegge senza direzione
che vergano vuoti
che non riesco a colmare
ingigantendo rimpianti
in questa corsa senza senso
mentre l'anima scotta
e seguita a morire
senza parlare
sopra tombe di silenzio
che infuocano le vene
mentre lacrime scendono
senza comando
quando guido e canto
e non penso
al ritorno verso casa
che brulica d'attese e di pane raffermo
dentro cassetti dimenticati
ma abita dentro di me un cavallo
che ogni tanto scioglie le briglie
e galoppando selvaggio
m'immerge nel pianto
solo dopo sono libera
e ogni volta più pura
so diventare di marmo
©
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L'autore
Elena Poldan
Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
Commenti (1)
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Azar Rudif5 aprile 2014
scritta di impeto e nella passione del proprio sentire... come uno sfogo contro se stessi o contro situazioni che sfuggono ad ogni comprensione. A volte succede che la nostra mente venga sconvolta da simili terremoti, ma serve a spazzare via tutte le costruzioni false che abbiamo creato ed a tornare liberi e puri. E' come costruire sui ruderi... bisogna prima raderli al suolo per poi ricostruire

