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Riflessioni 6 aprile 2014 · lettura 1 min · 1937 letture

Edificando

Elena Poldan 512 poesie pubblicate
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per quanto mi ostini a sedere sull'orlo di baratri senza confine cercando scheletri di fame e scorpioni dietro angoli d'ordinario alla fine avverto sempre un calore familiare che stende le pieghe del mio animo sottile fragile sfoglia che trattiene a lungo stille di male ingigantendole in mostri di ghiaccio e vicoli tortuosi covi di predoni senza volto ma poi sbuco fuori dai marosi inquieti che mi scompigliano i contorni e allora rivedo il sole quello che nasce dentro un sogno o sfiorando i giorni con passi di velluto nei contorni dai riflessi cangianti all'alba o al tramonto quando scende la calma e poi rivedo il cielo infinito passo nell'universo che mi trattiene e mi sconfina verso trame d'essenza ed allora respiro e afferro il Tempo dalla cima di questo discorso che parte da un tarlo e mi conduce all'Immenso
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L'autore
Elena Poldan

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è

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Commenti (5)

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Bruno Leopardi6 aprile 2014

E' una poesia di grande impatto emotivo. Verso dopo verso ti porta a pensare ed infine ti fermi. Ma poi ricominci a leggere ed arrivi alla fine: una chiusa che vale. Bella.

Rasimaco6 aprile 2014

"...e afferro il Tempo dalla cima di questo discorso che parte da un tarlo e mi conduce all'Immenso" versi da cui tracima poesia... molto piaciuta!

Azar Rudif6 aprile 2014

La famiglia è quel luogo dove tutto si ricompone ed acquista un senso, una ragione. E' il luogo dove gli affetti trovano il posto per ricaricarsi e ricostruirsi. Può esserci tutto il male del mondo nella nostra anima, possiamo essere noi i mostri, ma per tutti i mostri esiste questo luogo di pace o di rigenerazione e che agisce solo verso il bene. Ritorniamo a guardare un cielo e l'Immenso che i nostri mostri nascondono perché non possono viverlo e ci invidiano proprio per questo: noi conosciamo e sperimentiamo l'Immenso, i mostri non possono. Versi che iniziano dal basso della nostra anima e trovano la strada per raggiungere alte vette.

EmiliaGuerra7 aprile 2014

l'animo scompigliato da eventi negativi, ma poi si ricompone nella calma infinita, molto intricata, ma di grande effetto, lidea del big- ben.

Francesco Rossi9 aprile 2014

Una poesia bellissima, l'autrice in questa sua composizione plasma parole e compensa vortici, tende a oltrepassare l'orizzonte sempre in punta d'icchi.