Evanescenti forme

Evanescenti forme giacenti aggomitolate
dentro cesti di canne su paglia e fieno,
ferite alla flebile fiamma della candela,
nemmeno un cuscino di raso
a sostenere le onde del mare in burrasca,
nemmeno una rete da pesca
a raccogliere gli occhi bruciati dal gelo,
forse soltanto una mela
racconta le orme dei passi segnati sui muri,
mentre le ombre si alternano in giochi crudeli,
dove l'amore è sepolto da foglie lasciate marcire.
Alla radio la stessa canzone,
col volume portato alle stelle
per disperdere in aria i frammenti di sogni lasciati
a cospargere cenere sulla bocca di camici bianchi,
petali strani di odori inusuali a rammendar le sinapsi,
mentre l'anima intatta scava
luminosi cunicoli nei grumi di sangue rappreso
e scrive con acqua di mare
sui fogli fatti di sabbia stesi nel vento e nel sole,
come bandiere d'un solo colore
-lasciatemi stare nell'oasi quieta della mia imperfezione,
perfetta nel sogno e nelle lacrime amare,
ladra perfetta di notti d'amore su lenzuola di seta,
unico tarlo la follia del dolore-.
Sui tetti macchiati da cieli di fango
si perde l'inchiostro di emozioni passate,
in scatole bianche riposte e ingoiate.
Evanescenti forme si destano ancora tra fiori di campo
e madri appassite ai riverberi di primavera.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
M
Tutte le opere →
L'autore
Maria Carmela Dettori 66
Sono nata a Sassari e il mio rammarico è non averci vissuto abbastanza. Sono comunque felice di aver vissuto nel Campidano, il sud della Sardegna, dove ho tutti i ricordi di bambina e fanciulla. Ho ripreso da qualche mese la vecchia passione della poesia e dei racconti (fiabe sopratutto), messa un po' da parte per la f
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!