Epilogo
Francesco Falconetti
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C'era un'aria sottile quella mattina,
tracciava incomprensibili segni,
mentre il saluto dei giorni andati
s'era smarrito nel buio
.
- il girotondo d'impossibili
immagini lo faceva volare,
ormai, nel profondo più nero -
.
scisse la mente dal filo reciso
nel suo viaggio senza ritorno
ed a muso duro incontrò lo sguardo
che lì attendeva, ormai
fu solo la divergenza d'un istante:
lo spostamento repentino
dei suoi pensieri
mi scaraventò
contro i suoi ritti di nero metallo
tutto s'era compiuto.
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L'autore
Francesco Falconetti
A volte, così docile, mi lascio cullare. Questo mutevole vento (che talvolta ritorna), mi trasporta, così lontano.
Commenti (1)
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M
Maria Carmela Dettori 6614 aprile 2014
Mi piace l'uso delle parole semplici che contrastano con la profondità del significato! Accettazione, apparentemente triste, ma serena, del tempo che scorre. Bella!
