Tocco di labbra
Alma Gjini
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E le ombre si mossero al soffiar dei venti
Ascoltando melodie d’un canto che accese tremuli bagliori
Macigni di sete si dissetarono in un bacio,
Assaggiando l’incanto e sciogliere l’apparente giacchio
Carezza sulle labbra incise la carne
Bocca che or taci al ricordo
Da pioggia di baci che sulle labbra caddero lente
Prima di varcare la soglia dove la notte si mescola alla luna
S’avvinghia nell’anima il morso del silenzio in un tacito baciar
Ma il tempo non ebbe clemenza
Del respiro che cantava con la tua voce
Nettare sparso dalle labbra che il gelo spilla dal cuore
Conduce fino alla follia, e alla memorie
Piene di silenzio, senza parole
Sussurri vellutati raccontò la tua bocca
Nel chiarore dell’alba di chi aspettava, ubriaca di sogni te.
Ma la luna non brilla più come dovrebbe
Pungolando desideri d’attenzione
E bocca avara di baci, per dissetarsi ancora
Alla notte chiede redenzione...
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Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Alma Gjini
Commenti (3)
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Antonella1711 aprile 2014
ricercare senza posa le labbra, gli occhi, l'essenza della persona amata e non poterne mai fare a meno... poesia colma di sentimento e malinconia.
V
Vincenzo Patierno11 aprile 2014
Questi tuoi versi, sono sussurri vellutati dell'anima
P
Paola Pittalis12 aprile 2014
Versi emozionali che ti entrano dentro con tutta l'assenza in ogni poro...

