La Sposa di sale

Se fossi rimasta in piedi
su quel cornicione
senza guardare in basso
non sarei caduta
nel vuoto del dubbio
Io sono nata nella Casa del Dolore
Non c'erano finestre
per far entrare le farfalle del sole
Non c'erano porte
per far uscire le ombre
della solitudine
Solo un buco nel tetto
dove guardavo
l'alternarsi dei giorni
e delle notti
Se avessi ingoiato le gocce di rubino
cadute dalla ferita
proprio al centro del mio cuore
avrei conosciuto in tempo
la mia stessa anima
prima di perderla del tutto
Le libellule sono favole che volano
Pagine e pagine scritte
su ali trasparenti
Parole su parole
gettate negli occhi dei
miei sogni
Se fossi stata attenta al rintocco
di quell'unica campana
ora non sarei la Sposa di Sale
sul pavimento d'onice
della casa del dolore
©
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L'autore
G Mirra
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