Tra i ricordi di primavere adolescenti
Con fare sciolto
di membra adolescenti
levitavano in allegrezza
aerei passi sull'acciottolata
via di quel paese che l'acqua
di un lago azzurra lambiva,
ilare il sorriso di novelle
fanciulle a primavera.
Sparse echeggiavano
voci ridenti, fresche di spruzzi
impertinenti e bagnavano
le leggere vesti, destando
al sole sottili trasparenze.
Pudori arrossavano
fremiti e sguardi all'apparire
di fanciulli di stupore
motteggianti, attesi a febbrili
fantasie e a vaghe speranze.
E mentre il cicaleccio
a ritroso saliva l'erta via,
al vano di finestre faceva
capolino il sole e volti
s'abbagliavano di quel tempo
andato spolverando
complici ricordi di lontane
primavere riuscite illese
da moltitudini di anni.
Così è il tempo ch'è
metamorfosi di corpi
e menti ma nulla può
nei giardini sempre
in fiore di colori, suoni,
di sorrisi che rimangono
perenni
©
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L'autore
Francesco Fabris Manini
Sono nato nell'immediato dopoguerra e la cronaca della mia vita mi vede risiedere, in tempi e circostanze diversi,in più luoghi geografici e culturali.Soprattutto il Veneto,la Toscana e la Lombardia dove attualmente risiedo.I miei studi primari sono classici (Liceo) e filosofici (Università di Firenze). Amo le mie fig
Commenti (1)
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Silvia De Angelis15 aprile 2014
Ilari descrizioni di immagini, e sensazioni giovanili, che sanno colorare attimi d'immaginoso, per dar loro un senso di vivacità, al di fuori della stasi del quotidiano... Poesia molto apprezzata
