Santuario
E' dai laghi sulfurei
Che si specchiano sui nembi
Gli argentei aculei
E le ombre dei bombi.
Qual futile inganno
Il vostro colante alveare,
Far del sapere tutt'un affanno
E nel vostro miele poi annegare.
Corrosiva è la volontà
Di librarmi dai tossici vapori
Che voi, ebbri di realtà,
rigurgitate sui miei albori.
Prego, or vogliate definire
I sussurri degli orizzonti!
O incapaci foste d'udire
Ciò che il Fondo racconti?
Parlate! Perché nessun fugge
All'ignobile vista
Di un morbo che si nutre
Del macaone artista?
Questo morbo che il notturno attanaglia
E il desìo più puerile dissolve
E' la vostra presuntuosa tenaglia
Di parole cariche a salve.
Discorsive letizie
Non avranno eco nel santuario che fluttua.
E' all'interno dei sogni che la mia quiete già attua
Di combatter con l'oblio le meraviglie fittizie.
©
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