Silenzio
Cineree quieti voglion soffiare
Come a svilir le risa e le gaie lodi.
L'albore già appare sì crepuscolare,
Gli epiloghi son chiamati a recitar le Sue odi.
Dove purpureo tinge il grano
Lo psicopompo già s'inchina:
Immerge i remi e, piano,
Nel buio s'incammina.
Non v'è verso né poema che può contar di questa stasi:
Precipitar nello Stige cullati d'una dolce estasi.
Così il tocco Suo pone fine a ciò che dura,
E se mai sonno può esser, lavar via ogni paura.
Ecco gli echi cantare del vacuo rumore
Che succede all'accascio, all'eroico fragore.
A seguire il gran ponente, corpo sì albino,
vedranno li prossimi germogliare il mattino.
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