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Satira 17 aprile 2014 · lettura 1 min · 1711 letture

L'arroganza dell'ermellino

Elena Poldan 512 poesie pubblicate
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"declamando l'infinito mi sono perso dentro labirinti di prurito" sbuffa il trenino credendosi un delfino lui vuole il tuono quello che spacca il cielo nello stupro della parola senza meraviglia o battito di ciglia mentre dritto per il suo sentiero si crede un veliero o un levriero ostenta insofferenza per la scrittura melensa e non consente di sbatter porte sulle sue teorie distorte ma porte come fosser torte roba per intenditor mica donnette brave solo a tirar su la veste che se poi sanno destreggiar di penna è solo per uno sbaglio di lanterna le femmine si sa non servon a niente anzi solo ad una cosa per il maschio della casa va avanti lo stolto cretino -scusate trenino- credendosi un maestrino scontento e annoiato da questo scriver lento mortificato da tanto surgelato preconfezionato mentre sbuffa sentenze senza capire niente credendosi un gigante restando solo un mite arrogante
#Divertimento
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L'autore
Elena Poldan

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è

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Commenti (3)

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Duilio Martino17 aprile 2014

Ai giudici... infallibili sembra essere rivolta l'invettiva... a giudicanti sempre pronti a puntare il dito e credendo di essere infallibili... ma che in realtà non lo sono. Bella satira... Molto piaciuta

D
Dyleng17 aprile 2014

"ostenta sofferenza per la scrittura melensa" Il verso più significativo. Ho lavorato per molti anni in una vera redazione cartacea e devo dire che hai ragione, appena leggevamo scrittura melensa cestinavamo lo scritto, oppure lo passavamo alla ramo che si occupava delle autopubblicazioni.

Azar Rudif18 aprile 2014

Sottile e graffiante ironia sulla vanagloria umana e su coloro che credono e vogliono che tutti credano alla loro convinzione di essere dei "grandi" tra gli umani. Ci vedo tutti quei grandi pensatori, ma anche artisti o pseudo tali che vogliono per forza avere il complimento più alto per le loro opere o pseudo tali. E non esitano a batter i sentieri dell'anti- tutto per di sembrar differenti non sapendo che differenza è sinonimo di non uguale e non di superiore Ci vedo la presunzione del maschio che crede che la donna sia solo un oggetto (no comment). C'è, generalizzando, l'essere umano nella sua espressione peggiore, quella di voler primeggiare sugli altri a tutti i costi senza averne il diritto o, peggio ancora, i requisit