L'arroganza dell'ermellino

Oltre i limiti del finito, oltre giorni preordinati, oltre orizzonti delimitati, c’è uno spazio sconfinato dove navigo alla ricerca di un senso che so già non troverò mai e il bello è proprio questo: è una ricerca senza fine, meravigliosa, che mi disancora da tutto e mi fa sentire libera e infinita. La mia sostanza è
Commenti (3)
Ai giudici... infallibili sembra essere rivolta l'invettiva... a giudicanti sempre pronti a puntare il dito e credendo di essere infallibili... ma che in realtà non lo sono. Bella satira... Molto piaciuta
"ostenta sofferenza per la scrittura melensa" Il verso più significativo. Ho lavorato per molti anni in una vera redazione cartacea e devo dire che hai ragione, appena leggevamo scrittura melensa cestinavamo lo scritto, oppure lo passavamo alla ramo che si occupava delle autopubblicazioni.
Sottile e graffiante ironia sulla vanagloria umana e su coloro che credono e vogliono che tutti credano alla loro convinzione di essere dei "grandi" tra gli umani. Ci vedo tutti quei grandi pensatori, ma anche artisti o pseudo tali che vogliono per forza avere il complimento più alto per le loro opere o pseudo tali. E non esitano a batter i sentieri dell'anti- tutto per di sembrar differenti non sapendo che differenza è sinonimo di non uguale e non di superiore Ci vedo la presunzione del maschio che crede che la donna sia solo un oggetto (no comment). C'è, generalizzando, l'essere umano nella sua espressione peggiore, quella di voler primeggiare sugli altri a tutti i costi senza averne il diritto o, peggio ancora, i requisit


