Geisha

La katana poggiata sul cuscino di seta,
sul tatami la geisha raccoglie i suoi sogni,
ricordi lontani di bimba cresciuta che va
al suo Hanamachi con movenze di fata.
Tra danze sinuose e ventagli scarlatti,
schiava e padrona della sua libertà,
passavano lune sui vetri intarsiati
e stelle di fuoco illuminavan le notti.
Baci svenduti ad amanti d'argilla,
scolpito nel cuore il suo samurai,
dormiente nel seno di mari lontani
che il vento dell'est sull'onda trastulla.
Col volto coperto di foglie d'inverno
arriva il suo danna ed ingoia il suo pianto,
la diafana pelle violata e ammantata
di fiori di pesco sbocciati e appassiti.
Farfalle con ali che non sanno volare,
profumi di eros ricamati e bruciati
a sedurre le voglie di facoltosi mercanti,
le nuvole cullano desideri ingialliti.
Il cuore di giada tra le ginocchia serrato,
le lacrime lente che sciolgono il viso
e gli occhi che cadono come perle di luna
sui ricordi d'amore del suo samurai.
Rimane il kimono con i fiori sgargianti,
il ciliegio che danza alle note del flauto
e una tazza di tè lasciata lì alla finestra,
l'antica katana di sangue macchiata
d'un esile corpo sul cuscino di seta.
©
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L'autore
Maria Carmela Dettori 66
Sono nata a Sassari e il mio rammarico è non averci vissuto abbastanza. Sono comunque felice di aver vissuto nel Campidano, il sud della Sardegna, dove ho tutti i ricordi di bambina e fanciulla. Ho ripreso da qualche mese la vecchia passione della poesia e dei racconti (fiabe sopratutto), messa un po' da parte per la f
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