Notte d'agosto
Ed ecco ciò che anelo:
alfine il fresco temporale,
quel mormorar lontano
che dell’allodola il sensual vocìo
all’improvviso rompe.
Tra i nembi oscuri algida saetta corre,
ombre fuggenti ai muri nostri dona.
E la tua man che stretta
la mia fremente avvolge
nella silente prece,
una domanda di fidato asilo
qui tra le braccia mie,
al sicuro.
Mentre lì fuori il cielo
rovinosamente piange.
©
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L'autore
Giovanni Ciao
Medico per scelta, cantante per passione, "poeta" per necessità. La Medicina mi dà ragion di vita, il canto mi concede di esprimermi, la poesia lascia il necessario spazio alla mia mente. Non ho trascorsi di scrittore e non ho la minima presunzione di esserlo. Mi è comunque sempre piaciuto condividere le mie sensa
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