Anath

Languido temporeggiare
percorre l'ardente perimetro delle gambe
dove il miele degli angeli
trova ristoro
nell'alcova della sua conchiglia
dischiusa dalla mano fremente
del vento
Nell'azzardo arrossato
si cuciono le paillettes di rugiada
sulla rotondità della fronte tua
Oh ragazzo,
i tuoi occhi si chiudono
quando esplode il sussulto
dal torso di gladiolo
Ed affinché tu non desista
dall'attraversare il guado
tra le lune dei miei seni
fino alla rosata orchidea
dai petali di carne
di gementi radici
Adorabile fragola succosa
le tue labbra agonizzano
l'anatomia del mio ventre
come i fiori bagnati di primavera
sul prato erboso
ancora tiepido
di sole
Arida scorza di Salice
la mia pelle
I capelli miei appiccicati
al tuo petto dal ruvido midollo
Sguinzagliato il rantolo
che tiene prigioniero il respiro
arando il giardino dei piaceri tuoi
dove hai seminato i sospiri
Tingi la mia bocca
con la lavica essenza
dei gelsomini macerati
dai nostri baci
e poi lentamente
abbandonati al mio fianco
sui frammenti
di ciò che è rimasto
di noi
©
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L'autore
G Mirra
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