Silenzio
Alma Gjini
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Sul far della sera che plana il sole
Racchiusa in un angolo
L’alba ritarda
E muore il sorriso tra lampi d’ira
Che rimbombano in testa,
Cariche come molle
Saccheggia le nubi
E arpiona l’anima
Solo il ricordo
Silenzio lacustre che brama,
Ma non dice nemmeno ciao
In un giorno qualsiasi
Gelido d’inverno
Anche se è già passato oramai
Anima dormiente negli occhi solo buio
Nelle orecchie musica di un vecchio blues
A valicare il confine del silenzio
Un non “ciao” che preme sul cuore
Non placa il singhiozzo,
Ma l’abbraccia come seconda pelle
Che non possiede più parole...
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L'autore
Alma Gjini
Commenti (1)
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Elle1 maggio 2014
Persino il silenzio muta la sua voce nel tempo, per come tuona dentro, per come riecheggia. Quel "non saluto " è qualcosa che fissa un punto: una specie di "non ritorno"... l'inizio di qualcosa che ci muore dentro.

