Te per sempre
Sempre schiva,
frangesti quel silenzio
che l’orgoglioso animo tuo ti impose
da sempre, ché da sempre
io ti conosco,
tu del pensiero mio padrona e diva,
forse non nel profondo
ma chi mai, penso, aprì l’estremo sito
di tutto cià che avere
o conoscer volevi,
silenzïosa e pensosa avvolta spesso
in trasognato meditare,
tale che ad altri solo il tacere
sembrava ammesso.
Custode fervidissima, vestale
del tuo cuore e di tutti i sentimenti
che pur movevano tuoi atti e modi,
quanto ti ho amato.
E l’impossibile
palesare il mio ardore, poiché tutto
il tuo rifiuto avevo sospettato,
mi rese consapevole
che tu avevi capito
Ma non forse quanto
ché più simile a te
negli atti miei
ero di quanto tu potessi immaginare.
Custode anch’io
dei moti del mio cuore.
E non del tutto spento è questo amore
che la notte mi desta sogni strani
ove, mendico della vita,
resto solingo
contro il mondo intero,
te desiando pur sapendo come
tu sia contraria
(sogno e realtà si fondono)
a questa mia passione
tanto da impormi, ma stavolta invano,
ch’io non mostri palese il mio tormento.
Quanto risuona ancora questo amore.
Frangesti solo un attimo
con me questo silenzio
come se in confessione
sospirando che il ruolo
da te sostenuto finora a noia
t’era oramai venuto. Ma nulla ne seguì.
Ho vissuto una vita senza te
e non so ancora come né perché
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
Commenti (1)
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Annamaria Barone17 maggio 2014
forse il ricordi di quell'attimo, unico e solo, nel quale tutto poteva essere ed altro è stato, forse non il ricordo ma l'attimo, presente e reale, l'oggi e quell'amore che ha segnato e segnerà, con la sua voce ed i suoi silenzi, i giorni
