Temporale
Il cielo si presenta
oggi davvero uggioso
e sconfortato, un tenue
raggio di sole illumina
il bordo frastagliato di nubi
nere, che mostrano
rattoppi lungo i fianchi
sdruciti da lampi azzurrini.
Il temporale ritarda
e il tremito frusciante
dell’aria ferma
come fune diventa
tirata da un gigante
che prepari il suo arco.
Al breve e lacerante
scoppio del primo tuono
si leva in aria un volo
di fragili uccelletti,
ma la pioggia non cade:
la tensione si è fatta
assurda, un urlo insano
pare nascere in seno
alla natura. Infermi
per il mancato sfogo uomini
e cose intorno attendono
quasi febbrili il seguito
di quell’unico scoppio.
Verrà, sì, la tempesta
e l’attesa spasmodica
sarà presto obliata.
Volesse il cielo dare
anche agli uomini il dono
di scordare gli scontri
feroci e di sfogare in breve
il suo furore, anzi che arrovellarsi
covando la vendetta,
cullando il suo rancore
e infine ricorrendo
a guerra maledetta.
©
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L'autore
Claudio Toccafondi
Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo
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