Il mio Sileno
Enrica Renata Ferreccio
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La vita è nervosa
Si prende gioco di me e di te.
Non darmi retta. O mi ascolti?
Sono un sileno maturo
con le rughe allungate
su un viso un po’ triste.
Non cercarmi i pensieri tra le pulci
E le offese annidate nella barba,
son tutti tetri e vuoti.
Una mela, vuoi?
È la metafora più trita
Per dirti la giovinezza che inerme si consuma
quella che si offre ai morsi delle stagioni
e che si pasce del sorriso più effimero.
Ma io rido diversamente,
perché ormai sono vecchio.
Tu segui il mio canto canuto!
Cantiamo insieme il canto dei vivi
Dimentichi delle anime morte,
cantiamo il cielo e la terra
il sole irridente sempre
sui corpi che avvizziscono
sulla natura morta e rinata.
Dai su! ridi con me!
Concediamoci un’isterica risata
Su ogni cosa brutta e bella,
vecchia e nuova,
perché ridere risana,
addolcisce il disprezzo di chi è ritorto
e calpesta il suo ritratto
addolcisce il vetro che pungola spezzato
i passi disarmati della gente sola.
Cedi al riso nero che come il vino
sa essere più salubre dell’acqua sorgiva.
Dammi retta e ridi, viandante,
anche di un grottesco poeta.
©
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L'autore
Enrica Renata Ferreccio
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