Vaticinio infantile
Enrica Renata Ferreccio
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Poeta salvami,
se davvero hai scelto
come luogo di soggiorno
il mio animo, ormai un tugurio,
la peggiore delle bettole.
Poeta salvami,
perché contro tutti
ho barricato il cuore,
mentre affondo radici
nel fango del mondo.
Poeta salvami,
perché i miei occhi
ormai aperti
hanno visto cose
che uccidono i poeti
e stracciano le cetre
come fossero carta
strappata da una mano.
Poeta salvami,
perché gli anni
non mi scivolano addosso,
sono staffili che sferzano
la schiena e l’anima:
essa come alle tartarughe
il saggio guscio
sarà la stele del mio tempo.
Poeta salvami,
perché quel giardino,
sacro e bambino,
in cui conobbi te
e le tue strane voci
mi sembrava baluardo
sicuro per ogni giusto,
una forte pace
a suggellare l’anima
e i suoi sogni.
Ed ora,
dopo soltanto
uno sguardo alla tempesta,
è già patetico relitto
e le sue farfalle
son tornate larve.
Poeta salvami,
perché i miei occhi
stanno cambiando
come muta il cielo,
incostante,
al cambio di stagione.
Poeta salvati,
perché crescendo
ogni giorno ancor più
ti sto perdendo.
©
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L'autore
Enrica Renata Ferreccio
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