Madri
Gesuino Curreli
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Non troverò la penna che mi spinga
a dire quanto voglio e quanto sento,
e allora mi conforto col lamento,
ma a voi suoni di stima e di lusinga.
O madre, o madri tutte di ogni luogo,
chi piange e ha soffocato il suo sospiro,
chi ha già esalato l'ultimo respiro,
nel vostro esempio navigo ed affogo.
O voi che avete aperto gli occhi al mondo,
prestando il grembo, a piccole creature,
abbiate in cuore i baci e le premure
dei quali vibro e adesso mi circondo.
O madri, a tutte quante, proprio a tutte,
vorrei offrire un canto senza eguali
come un uccello che abbia chiuso le ali
e a terra muova note ormai perdute.
Note d' intimo afflato e di nitore
con cui comporre l'ode mai sentita
a chi dispensa luce e dà la vita
per fare salva quella del suo amore.
Vorrei librarmi in cieli più sereni
per giungere alle altezze congeniali
che sanno di purezza, sopra i mali,
oltre le vanità e i vizi terreni.
E lì provare ciò che non so dire,
ma che vorrei di cuore gorgheggiare,
un'ode impareggiabile e creare
un canto che non possa mai finire.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
Commenti (1)
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s
sergio garbellini14 maggio 2014
Mi inchino di fronte a tanta poesia, i versi sono di una bellezza unica, l'argomento generale è trattato in modo sublime, uno scorrere dei versi che il lettore non può far altro che segnarla come una delle migliori poesie per l'argomento trattato, vivissimi complimenti, è sempre un piacere soffermarsi a leggere liriche di tal fatta.
