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Amore 15 maggio 2014 · lettura 1 min · 2683 letture

Malinconiche ombre

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Claudio Toccafondi 268 poesie pubblicate
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Non canterò più amore, che assedia la mia mente e il cuore mi ferisce. In sua mercé mi tiene, prigioniero, disfatto sì che fatto di cera. sembro fondermi al fuoco che da se stesso a poco a poco fiammeggia ma senza ch’io semenza mai n’abbia seminato; e ora colma i giorni tristi di scura melanconia e le notti d’ineffabili sogni di luoghi mai visti ove – infetto dai veleni trasfusi dal diuturno vero – vivo amori inesistenti o sofferti con ansia e al risveglio ottenebrato rimango e il sogno è un fardello infinito di felicità mai attinta, di disinganni inutili, di speranze spezzate, Non dirò più d’amore che mi possiede, svagato tra il vero e ciò che vero sembra e non è mai stato. Vorrei solo riavere me stesso di sogni privo, e non ne sono neppur sicuro.
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L'autore
Claudio Toccafondi

Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo

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Commenti (1)

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Annamaria Barone17 maggio 2014

queste ombre malinconiche che rattristano non per la loro innata bellezza, ché quando si sogna e di parla e si anela amore non può che essere bellissimo, piuttosto lo scontro con la realtà dove quel sogno lascia affranti è il vero dolore, al punto da sperare, quasi, di non sognare più, ma quel forse rimette tutto in gioco, quel forse è un non voler lasciare che il sogno e l'amore svaniscano, dolore e malinconia compresi. Una poesia di una bellezza lmpida e sublime, semplice e diretta, romantica e dolce