Solitudine
Amica solitudine
hai voce di mare a volte,
quando frange le onde
sullo scoglio;
altre di vento,
quando serpeggia
nel folto dei canneti.
Amica solitudine
hai voce di mare a volte,
quando frange le onde
sullo scoglio;
altre di vento,
quando serpeggia
nel folto dei canneti.
Amica solitudine
qui ti conosco:
in crocicchi anonimi di strade
e labirinti di città lunari.
Nel consunto strisciare
di suole sui selciati,
o in archi d’ ombra sospesi
al margine del mondo
Qui ti conosco:
quando improvvisi
note fra la folla,
o gemi in morte corsie
di sterili ospedali.
Qui ti conosco:
quando urli la tua disperazione
di unghie sanguinanti
contro frontiere di fucili e cani.
Qui ti conosco amica,
compagna fedele di viaggio.
E qui ti amo,
come amo il mare e il vento.
Come amo questo andare
andaluso, senza meta,
al tondo suono del flamenco.
Vecchio gitano, ancora canto
la malinconia antica del poeta
e scrivo versi che nessuno legge.
E batto il tempo dell’attesa
a un tavolo da sartoria:
dove un tempo si tagliavano
tessuti
ora si dipanano parole,
come incerti aquiloni
appesi a un refolo di brezza.
©
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