Dove?
Dove andrai?
Dove andremo?
Dove andrà questo treno?
Dove andrà il tuo sorriso,
i pensieri, tutti discorsi seri,
le lacrime improvvise e copiose?
Dove andranno le cose
che adesso ci paiono belle,
e i sentieri tortuosi
dei miei discorsi
inutilmente verbosi?
Dove andrà quest’ansia
che mi blocca il respiro
e quest’ amore che mi sveglia
di notte e più non mi lascia
dormire?
E quando saremo lontani
come ci spiegheremo
la gioia dell’esserci attesi,
incontrati
l’angoscia dell’esserci amati
sapendo che un giorno
saremmo saliti
ciascuno su un treno diverso,
in partenza per altre stazioni?
Ma, forse, non spiegheremo:
ci fisseremo negli occhi e,
con un senso di noia,
saliremo sul treno,
ciascuno sul suo.
Ci saluteremo agitando una mano
e poi partiremo,
portandoci dentro
un vuoto di stelle
più vasto e assoluto del cielo.
©
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