Ancora noi

Sale prepotente la nostalgia di te,
come giglio della sabbia
s'erge e reclina il capo
arreso alla follia del vento
che d'improvviso e nell'ora del tramonto
turbina vorticoso e non si placa.
Me lo diceva -e non le ho dato ascolto-
la luna malinconica la sera
che vide sulla riva l'ombra
del tuo passo stanco,
ti rivolgesti al mare -mi disse-
e con un sospiro che ingoiava il pianto
lasciasti sopra l'onda il mio ritratto.
Ora, come fremito d'estate fra le stelle
all'eco della voce tua m'arrendo,
scivola come miele l'inquietudine
e accarezzo nei tuoi occhi il mio risveglio.
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L'autore
Maria Carmela Dettori 66
Sono nata a Sassari e il mio rammarico è non averci vissuto abbastanza. Sono comunque felice di aver vissuto nel Campidano, il sud della Sardegna, dove ho tutti i ricordi di bambina e fanciulla. Ho ripreso da qualche mese la vecchia passione della poesia e dei racconti (fiabe sopratutto), messa un po' da parte per la f
Commenti (1)
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Francesco Rossi19 maggio 2014
Bella poesia d'amore, particolari i riferimenti che omaggiano figure e immagini in un verseggiare sciolto e originale
