Canto rassegnato
Il male
l’ho incontrato nei corridoi
di un maniero abbandonato
all’edera e alla muffa,
ai topi e alle ragnatele
e alla solitudine sporca
dell’autodistruzione.
Lame sottili e affilate
marcano le mura
purpuree di mattoni,
rossi di sangue raffermo.
Mentre un’orchestra
fradicia e consunta
di travi e legni vecchi
scricchiola note bastarde.
©
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