Bagliori di ricordi

Allunga il tempo i suoi tentacoli arditi
spreme e spolpa in angoli e vicoli,
trasforma rapido il fiero presente
e ti lascia lì senza poter far niente.
Ormai sfumati i ricordi di bambino
in generose corse nel prato,
in quella semplicità del parco scenario
dove la quotidiana gioia aveva un altro spessore.
Rivedo ancora le azioni e gli affanni
fra le nebbie della stanca e affievolita mente:
quando nel lavoro dei campi non avevi inciampi
e fra le obsolete mura accudivi i tuoi pargoli.
Ora non più... la scena trafigge il cuore
sei lì in quel letto, assente e senza parole;
quando mi avvicino con occhi di figlio
tu stringi la mano e ti esprimi in quel contatto.
Anche la risposta più semplice
per te è un ostico muro invalicabile,
rinchiusa nel limbo che offre il presente
sbadigli e sospiri non sono note astratte.
Nel parlare unilaterale si rinnova la scena,
aspettando quel barlume di commozione
che gli occhi sopiti ogni tanto donano
e in quello sguardo si rinnova il messaggio.
Madre... che della vita mi hai fatto dono
ora giaci in quel crepuscolo che annuncia
precoci venti di impietoso abbandono,
al solo pensiero piange l'anima il suo calvario.
Vorrei... quante cose vorrei fare
ma è solo sterile l'impegno della mia presenza,
ormai una spessa coltre ci separa
e sfuma questo presente in bagliori di ricordi.
©
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