Pigola un passerotto

Posato sulla mia mano
pigola un passerotto stanco,
il capo reclinato, l'ali socchiuse,
becca le mie dita piano
-quanta strada hai percorso,
piccolo figlio del mondo?
quanta neve ha gelato le zampe
e quanta polvere
ha fermato il tuo canto?-
-nel tuo nido è rimasto un rametto
e qualche foglia di cisto,
nemmeno protetto dal vento
e dall'occhio feroce
del tuo predatore-
-e corri nel cortile di casa,
saltelli e riprendi il tuo volo,
tra pietre, fiori recisi e alberi spogli,
raccogliendo le briciole
ancora sporco di fango-
Passa la paura e risollevi il capo,
come niente ricominci il gioco,
si spegne l'eco degli spari
e nell'allegria del tuo cinguettare
torna la fontana a chioccolare.
©
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L'autore
Maria Carmela Dettori 66
Sono nata a Sassari e il mio rammarico è non averci vissuto abbastanza. Sono comunque felice di aver vissuto nel Campidano, il sud della Sardegna, dove ho tutti i ricordi di bambina e fanciulla. Ho ripreso da qualche mese la vecchia passione della poesia e dei racconti (fiabe sopratutto), messa un po' da parte per la f
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