Credevo
Gesuino Curreli
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Di aver scalato mille grattacieli,
di aver affascinato tutto il mondo
credevo, ma ora so che tanto abbondo
di sterpi rinsecchiti e di asfodeli
senza profumo più. Tempo giocondo!
Credevo di esser giunto chissà dove,
in plage candidissime e turchesi,
di avere affascinato re e marchesi,
e affascinanti donne sempre nuove.
Credevo di aver preso luce al sole
e aver disteso i raggi dell'aurora,
che riempie il mattino quando irrora
l'ultima oscurità e le prataiole.
Credevo... ma nel cambio di stagione
impenna la protervia amara e dura
la sorte quando chiama alla stesura
di un resoconto: età di confessione.
Credevo... e da vicino scorgo il nulla,
il passo mutilato e claudicante,
la voce roca e il tono altalenante,
l'infertile superbia e la fasulla,
insulsa vanità del commediante.
E' meglio il fuoco di umile calore
della fiamma che avvampa e che divora
lo scenario ammaliante e la dimora
di vacue vanità prive d' amore.
Fuoco, brucia di me quello che trovi
lontano dalla ingenua, dolce e pura
semplicità che insegna la natura
quando mette le gemme sopra i rovi.
©
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L'autore
Gesuino Curreli
Sono nato in Sardegna e ci vivo, nella Barbagia, cuore antico dell'interno dell'isola, dove ci sono i monti....
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