Ci sarò

Sono nata a Sassari e il mio rammarico è non averci vissuto abbastanza. Sono comunque felice di aver vissuto nel Campidano, il sud della Sardegna, dove ho tutti i ricordi di bambina e fanciulla. Ho ripreso da qualche mese la vecchia passione della poesia e dei racconti (fiabe sopratutto), messa un po' da parte per la f
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Un inno all'amore e alla disponibilità che compensa ulteriormente questo nobile sentimento
Lievi e toccanti gli ultimi due versi. Passando però ad analizzare asetticamente il testo quei due versi non riscattano del tutto una composizione appesantita da immagini tipiche, di repertorio, sebbene sapientemente tessute e abbinate (la polvere delle stelle; palpebre tremanti; i piedi scalzi; malinconia che s'attarderà sulla fronte; gabbiani... ali del tramonto ecc.). Inoltre perché il verso breve e non un respiro più lento, elegiaco direi...? In questo modo gli aneliti amorosi e del donarsi risultano fiati rotti, macchinosi. Un sussurrare troppo perentorio... Poi, sono proprio versi? Che valore poetico aggiungono al testo? É un ricorso per poeticizzare quella che è in realtà una piacevole prosa d'amore? Mie dubbi e mie opinioni.
