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Riflessioni 10 giugno 2014 · lettura 1 min · 1135 letture

Homo homini lupus (vel deus?)

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Claudio Toccafondi 268 poesie pubblicate
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Notte silente e serena che il presagio dell’alba soffonde di lieve tremore di vita a riguardare m’affaccio dal balcone proteso sul mare; non luci umane ma solo di stelle in solitudine brillano immensa dell’universo ancora assopito. Per un lungo momento mi sento qual sola sentinella posta a guardia dei segni che gli umani entro si volgono, difesa unica ed ultima dal morso dei crudeli dragoni che la notte instillano ai mortali lunghe e inquiete visioni, ma sentire profondissimo sorge poi di diverse altre creature che vegliano qua e là nel mondo intero attendendo la nascita del sole che vinca le legioni dell’oscuro sgombrando il mondo da pensieri neri. Ed in questo momento so che solo non sono poiché sento che gli ignoti compagni posti a guardia com’io sono formano un’unità di scopi e intenti, anche se l’un dell’altro ignari eppure coesi da forze straordinarie. Ci vedremo mai?
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L'autore
Claudio Toccafondi

Sono nato (nel 1938) a Roma, dove ho sempre vissuto - salvo viaggi di diporto o di lavoro - nel rione Prati. Ho amato e amo moltissimo la mia città, visitata, fotografata e camminata assiduamente finché gli ingravescenti acciacchi non mi hanno limitato nei movimenti (a Roma se disce: a chi tocca 'n ze 'ngrugna). Scrivo

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Commenti (1)

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Annamaria Barone12 giugno 2014

ci vedremo, ignoti compagni di una notte silente, noi che uniti dallo sguardo rivolto alla notte apriamo il cuore alla bellezza ed ai silenzi che portano racconti di vita. Ci vedremo, perché siamo come quelle stelle, luci che rischiarano un cammino, pensieri intrecciati che non si confondono alle voci urlanti dei giorni senza pace, erranti anime in ascolto di quel pulsare che oltrepassa ogni barriera e collega cuore a cuore. Una poesia di un'immensità che lascia senza parole, solo emozione che si scioglie in un abbraccio di anime affini.